Valle Maira
VALLE MAIRA
La Valle Maira va riscoperta in “punta di piedi”. Essa rivela una identità che, pur offuscata dai toni della nostra frenetica società moderna, conserva valori antichi che si manifestano non solo nelle pietre, ma anche nei gesti quotidiani che conservano ritmi e caratteristiche ormai dimenticati. La Valle dispone di numerosi siti degni di interesse naturalistico e storico. Meritano una visita:

Chiappera di Acceglio Chiappera:
un piccolo agglomerato di case testimonianza dell’antica architettura montana, situato in una conca ai piedi di vette imponenti.tra cui svettai la Rocca Provenzale, da sempre sfidata da intrepidi scalatori.

Canosio
Canosio:
interessante dal punto di vista architettonico. La chiesa, citata per la prima volta in un documento del 1350, e ristrutturata nel 1840, presenta murato su un fianco il portale in pietra di origine medioevale.
Ma l ‘Ubac è la parte più interessante di Canosio, dall’altra parte del torrente. Qui colonne rotonde sono il sostegno principale di un grande tetto, che accomuna parecchi edifici e una strada coperta, su cui si affacciano stalle, fienili e abitazioni. Si tratta di uno dei più imponenti esemplari delle case-villaggio, tipiche di questa zona.
In cima al colle si trova la cappella di S. Giovanni, che secondo la tradizione sarebbe la più antica della zona, costruita in quella posizione dominante per permettere ai fedeli di seguirne le cerimonie fin dalle più lontane borgate di Marmora.

Elva Casa della Meridiana

Hans Clemer di Elva

Elva:
La difficoltà di accesso a questa località, (la strada carrozzabile risale al secondo dopoguerra) ha permesso la permanenza di forme di architettura, che da lungo tempo sono scomparse in zone più accessibili. E’ un paese di rara bellezza, che si snoda in 28 borgate, dove sono racchiusi esempi di arte antica, addirittura romana.
La struttura del borgo è già quella tipica dell’alta valle, e risente di influenze nordiche. Le case, conservano la loro individualità, facendo sì che il villaggio appaia come il semplice accostamento ordinato di grandi costruzioni.
Qui rimangono sei esempi di costruzioni in legno a tronchi sovrapposti del tipo denominato “Blockbau” nei paesi di lingua tedesca. Si tratta di fienili formati da pareti di tronchi impilati, incastrati alle estremità, su costruzioni in pietra. In legno sono pure i balconi ,grondaie, cardini delle porte,chiodi e addirittura serrature. L’essenza più usata è il larice.
Spicca, su uno sperone di roccia, la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, con il suo campanile romanico, ed il tetto in lose a più spioventi. E’ uno dei monumenti più importanti delle Alpi Occidentali, sia per le sculture (che conservano, a metà Quattrocento, tipologie e soggetti legati ad un immaginario medioevale fantastico e simbolico), sia per il ciclo di affreschi del presbiterio, culminanti nella grande scena della Crocifissione che occupa la parete di fondo. Quest’ultima è l’opera più celebre dell’artista identificato come “il maestro di Elva” Hans Clemer, il pittore dei Marchesi di Saluzzo. La Crocifissione, le storie di Cristo e della Vergine mostrano un forte senso drammatico e un’attenzione per il ritratto psicologico, evidenti nei visi delle pie donne e degli apostoli sgomenti attorno al feretro della Madonna: splendida amalgama fra cultura figurativa provenzale–lombarda e tecnica pittorica tedesca.
L’acquasantiera del 1463 è opera di scalpellini locali. Figurazioni arcaiche decorano il portale: tètes coupées della tradizione celtico- ligure, mascheroni beluini, l’atlante e la sequenza donna- catena- serpente.

Stroppo
Stroppo:
Era l’antica capitale medioevale della valle D’interesse è la borgata Caudano, qui nel 1463 il vescovo di Torino, Ludovico di Romagnano, autorizzava la fondazione di un ospedale, che ritornò molto utile durante le epidemie di peste ( “lazzareto”).
La costruzione presenta una facciata a vela con due bifore scolpite, un cordolo orizzontale in pietra e un grande portale.
Il capitello della colonnina centrale di una delle bifore è ornato da sculture di teste umane stilizzate secondo la tradizione celtica.
Poco distante,su uno sperone roccioso la chiesa di S. Peyre domina sulla valle . Questa è indicata tra i monumenti più antichi,.Essa conserva ricchi affreschi della seconda metà del quattrocento, tra cui, particolarmente interessanti, appaiono quelli attribuiti all’anonimo “Maestro di Stroppo”.

Macra Macra:
Questo paese presenta, sul lato esposto a mezzogiorno, stretti valloni scavati nella roccia calcarea e coperti di pini .
Da Macra si diparte la vecchia mulattiera che sale a Camoglieres e, attraversando le vigne abbandonate, passa sotto il pronao della piccola cappella di S. Peyre. Questo edificio è caratterizzato da cuspidi in pietra ai quattro angoli del tetto. L’interno, con volta a crociera e nervature in rilievo, mostra resti di antichi affreschi. Di notevole pregio è la danza macabra, in cui scheletri, frati, donne e cavalieri danzano una ballata in versi occitani misti a francese antico. Insolita per il tema trattato, esce dai normali canoni religiosi per avvicinarsi a una tradizione che affonda le sue radici nel profano e nell’eresia.
Merita attenzione anche la cappella di S. Salvatore, a valle di Alma, dedicata in realtà al Salvatore, gioiello dell’architettura religiosa in valle.

Celle Macra
Celle Macra:
Non ha un unico nucleo, ma un insieme di 16 borgate che molto hanno da dire sul loro ricco passato medievale, e non solo. D’interesse notevole il polittico di Hans Clemer nella chiesa parrocchiale e la piccola cappella di San Sebastiano con affreschi del 1484.
Questa è una zona di transizione tra l’architettura della bassa e quella dell’alta Valle Maira. Nelle stesse borgate “convivono” fienili aperti verso sud e separati dalle abitazioni, tipici della bassa valle, e grandi costruzioni unitarie in cui i grandi fienili sono parte integrante dell’abitazione. Numerosi sono anche i mulini inutilizzati che costeggiano il torrente e testimoniano l’abbondante produzione di cereali del passato.
Piccola digressione merita la frazione di Combe. Nascosta in mezzo alla boscaglia e raggiungibile solo attraverso una stradina, presenta alcuni mulini dominati da una splendida dimora signorile che conserva ancora intatta la sua facciata a vela.

Totalmente assenti sono, in queste zone, i castelli e le grandi case feudali, ma non mancano queste residenze, che in molte frazioni si distinguono per cura e ricchezza di particolari di costruzione. Seguono il tipico stile che si diffuse tra il 1200 e il 1500, quando la zona ebbe il suo momento migliore sotto l’aspetto politico, economico ed artistico. Queste erano le abitazioni di famiglie della borghesia contadina, i cui nomi ricorrono come consoli e rappresentanti dei comuni della valle negli atti ufficiali che ne segnano la storia.
Sono costituite solitamente da tre piani: a pian terreno la stalla e sopra l’abitazione con grandi camini. La facciata, cosiddetta a vela, continua al di sopra del livello del tetto e termina con un tettuccio in lastre di pietra; è ornata da bifore o altre finestre di forma elaborata, e in alto, poco sotto il piccolo tetto, presenta una fila di fori quadrati che potrebbero essere dei colombai. Le più antiche di queste case sono caratterizzate da un uso “nobile” della pietra (l’uso della pietra lavorata era simbolo di ricchezza).

Musei:
La Misoun d’en bot – Museo Etnografico Borgata Chialvetta – Acceglio
Museo di Arte Sacra - Acceglio
Museo Etnografico Borgata Tolosano – Marmora
L’escola de mountanha – La scuola di montagna – Fraz. Paschero Stroppo
Museo di Pels – Il museo dei capelli - Elva


... da bere ...

... da mangiare ...

... da dormire ...

Locanda Mistral:
Borgata Ponte Maira - 12021 Acceglio
tel. 0171 99090 - cell. 3470383851 
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